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Il progetto di ripristino

Nel settembre del 2012 un violento incendio doloso, scendendo dal versante dei boschi di San Mauro Castelverde e alimentato da un forte vento di scirocco, rase al suolo la quasi totalità del bosco di C.da Loreto, nel comprensorio limitrofo al comune di Tusa e al comune di Pettineo, compromettendone l’habitat naturale e il sistema rurale della piccola comunità locale.

Dello scenario del giorno precedente rimanevano la devastazione di pascoli inceneriti, alberi anneriti dal rogo e lo sconforto di chi con il territorio ha un rapporto di appartenenza familiare. Il sughero che ricopriva la maggioranza delle querce, fortunatamente, protesse alcuni fusti sui quali oggi si sta rigenerando il fogliame sui rami e, lentamente, si ricostituisce il sottobosco con le sue biodiversità.

La difesa e la salvaguardia di questi luoghi sono diventati, quindi, una priorità di cui l’Associazione si è fatta carico, in accordo con i proprietari del fondo, concretizzando, dal gennaio 2014, un progetto di ripristino, di tutela e protezione ambientale che prevede la fruibilità dei luoghi, considerata l’importanza della biodiversità naturale e del sistema rurale, realizzando così un esempio di vivibilità per un futuro di sviluppo sostenibile, sano e pulito.

Da qui nacque Le Alte Terre di Mezzo, con lo scopo di affrontare quella che considera la sfida culturale del prossimo futuro: favorire la consapevolezza ambientale dei luoghi, sia naturali sia rurali, attivando un’ azione di sensibilizzazione, promozione e formazione, attraverso la diffusione di informazioni e azioni utili a sostenere lo sviluppo locale futuro, per ripristinare quegli equilibri fondamentali che garantiranno le prossime generazioni.

Avvalendosi di competenze specifiche per la ricerca, associate ad un’attenta ricognizione dei luoghi, sono state realizzate le attività di ripristino e quelle di protezione, costituendo una rete di itinerari tematici collegati anche ad attività didattiche, finalizzate alla fruibilità controllata delle aree boschive e rurali, attivando percorsi utili all’incoming di turismo naturalistico, sociale e sostenibile con impianti necessari per l’accessibilità, in armonia e nel massimo rispetto dell’habitat e della vita degli abitanti locali.

Il presupposto dal quale prende vita il progetto si basa sull’importanza della conservazione dei luoghi e della loro tutela come volano di sviluppo per le aree a rischio sia sotto il profilo naturalistico e culturale sia socio-economico. Ci siamo molto concentrati, pertanto, su una storia che racconti il territorio mediante la fruibilità dei luoghi e, per questo, abbiamo creato una struttura che sia fonte di conoscenza, capace anche di generare coinvolgimento emotivo e suscitare un sentimento di affezione e responsabilità.

L’area gestita rappresenta un autentico modello ambientale in cui si incontrano i sistemi naturali degli habitat con quelli costruiti della società rurale, un’interconnessione riferita alle nuove frontiere del turismo orientate alla riscoperta dei luoghi, alla relazione e all’interazione con questi ultimi e che favorisce la crescita sociale e il mantenimento di aree a rischio, che, opportunamente tutelate e promosse, si trasformano in veicolo di sviluppo. L’offerta turistico-naturalistica è molto cresciuta in seguito ad una domanda che proviene dall’esigenza di abbandonare la vacanza tradizionale per realizzare un vero e proprio viaggio di conoscenza, base su cui si fonda il turismo relazionale integrato che porta a stabilire un rapporto tra il visitatore e il luogo.

È fondamentale, quindi, che il paesaggio, in qualità di scenario vivibile e vissuto, resti sano e inalterato e che chi lo abita possa fruire delle risorse reali del territorio di appartenenza, senza essere costretto ad abbandonarlo, attraverso, appunto, azioni di conservazione e promozione che incentivino la qualità dei luoghi. Da qui ne deriva che un rapporto di interazione tra tradizioni, cultura rurale e natura, rende vivo e ben conservato un territorio, introducendo un valore portatore di benessere reale e duraturo mediante l’incoming turistico e l’educazione ambientale, oltre alle attività di tutela e monitoraggio dei luoghi per scongiurare pericoli che lo mettano a rischio.